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Cambiare fornitore: tempi, penali e continuità

Scritto dal team di Mister Bolletta, guidato da ex direttori commerciali del settore energia (Gruppo A2A, Gruppo Eviva).

Le tre preoccupazioni più comuni di chi cambia fornitore sono i tempi, le penali e il rischio di restare senza luce o gas. Vediamole una per una.

I tempi

Il passaggio richiede di norma da uno a due mesi e parte dal primo giorno del mese. È il distributore a effettuare materialmente il cambio sul punto di fornitura: tu non devi fare nulla e continui a usare luce e gas come sempre.

Le penali e i costi

Nel mercato libero domestico cambiare fornitore non comporta penali. Vanno però lette le condizioni: alcune offerte (soprattutto business) prevedono una durata minima o corrispettivi in caso di uscita anticipata. Un'offerta davvero conveniente non ha bisogno di trattenerti.

La continuità del servizio

Non c'è alcun rischio di interruzione. Il distributore e il contatore restano gli stessi; cambia solo il venditore con cui hai il contratto. Tecnicamente, nel giorno del passaggio non accade nulla di visibile.

Da sapere. Dopo una sottoscrizione a distanza hai 14 giorni di diritto di ripensamento per recedere senza costi.

Domande frequenti

Quanto tempo serve per cambiare fornitore?
In genere da uno a due mesi; il passaggio decorre dal primo giorno del mese.
Ci sono penali per cambiare fornitore?
Nel mercato libero domestico di norma no. Alcune offerte, specie business, prevedono durata minima o costi di uscita: vanno verificati prima di firmare.
Rischio di restare senza luce o gas durante il cambio?
No. Distributore e contatore restano gli stessi: il passaggio è solo commerciale, senza interruzioni.

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